“Bandite”. Torna (gratuito) il documentario sulle partigiane

Sei partigiane diverse, tutte in guerra dal 1943 al 1945, unite in un racconto corale non nuovo, ma che rivederlo oggi fa tornare i lucciconi. È “Bandite”, il documentario di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini girato nel 2009 e ora di nuovo disponibile fino al 26 aprile per celebrare il 75° dalla Liberazione, grazie alla distribuzione gratuita su OpenDDB (https://www.openddb.it/film/bandite). Sono loro stesse a raccontare in prima persona. Si chiamano Annita Malavasi, Viera Geminiani, Silvana Guazzaloca, Mirella Alloisio, Walkiria Terradura e Bianca Guidetti Serra. Ci tengono a ribadire anche i loro nomi di battaglia. Se serve, con spiegazione per capirsi meglio. Mirella Alloisio, ad esempio, durante la Resistenza si chiamava Rossella, «che non deriva però da quella di “Via col Vento”. Il nome lo scelse un rappresentante del Partito d’Azione in ricordo dei Fratelli Rosselli». Non confondiamo.

Vale la pena (ri)vederlo, dicevamo. Senz’altro per riportarci alla mente che quella lotta di liberazione dal nazifascismo fu anche espressione di parità e di eguaglianza tra i generi. Le donne non erano più solo madri, casalinghe, mogli, fidanzate, ma diventavano partigiane. Clandestine. Bandite, appunto. Ma ne vale la pena anche per il loro parlare trasparente. La libertà di cui erano private ti arriva in faccia diretta e la capisci bene quando Laila (nome di battaglia di Annita) ricorda: «So solo che quando raccontavi anche una barzelletta ti punivano, e la punizione minima era l’olio di ricino». Diverse per estrazioni sociali, culturali, economiche, di istruzione non alta – però senti dire «ho solo letto dei gran libri» – il racconto vissuto si alterna agli interventi delle storiche Cinzia Venturoli, Paola Zappaterra e Marina Addis Saba, a legarne la trama con le loro indagini, oltre alle belle immagini di repertorio, alle pubblicazioni clandestine. Il tutto sostenuto dalla potente colonna sonora che si snoda tra Milva, 21 Love Hotel e Coro Ingrato.

Il documentario, autoprodotto da Bandite Film, è stato realizzato con la collaborazione dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna, l’Istituto Storico della Resistenza e l’Età Contemporanea di Parma, l’Isrec di Ravenna e Provincia, del Museo del Senio di Alfonsine, e il Centro di Documentazione Storico-Politica sullo Stragismo di Bologna.

5 Risposte

  1. Antonio ha detto:

    Viva la liberazione viva 25, Aprile

  2. Anna gallo ha detto:

    Non si può commentare..le cose o le fai o non le fai…quello che fa rimane…e la memoria serve per non dimenticare…

  3. Stefano Stronati ha detto:

    Ho condiviso quest’articolo per quanto mi sia stato possibile. Buon 25 aprile. ✊

  4. Anna Louise ha detto:

    1945 a 25 Aprile 2020…. E fondata la liberazione per le persone che sono morte in guerra; Oggi e la memoria.

  5. Marcella Brizzi ha detto:

    Grazie !!! Allora ora e sempre Resistenza

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