LinkedOut, tra vaccino per tutt* e legge di bilancio

È il 2021. Lunedì si torna al lavoro. Molte/i di noi hanno già consultato i migliori oroscopi per sapere, tra le altre cose, come andrà il lavoro in questo 2021. Alcuni/e sono già tornate in ufficio, qualcuno/a non si è mai fermato/a. Quello che è sicuro è che i primi mesi di questo nuovo anno non saranno facili, né diversi dagli ultimi mesi del 2020. Ci vorrà ancora del tempo prima di trovare un contesto migliore.

Su LinkedIn sono già iniziati i primi sondaggi, “vaccino sì o vaccino no?” “Quando sarà il vostro turno cosa farete?” e poi la discussione su quali categorie debbano avere prima il vaccino, sulle differenti possibilità di accesso tra pubblica amministrazione e privati, e così via. Direi che il vaccino è il primo grande tema di questo 2021 che, inevitabilmente, tocca anche il mondo del lavoro.

Medici, insegnanti, amministrativi, persone in prima linea che sono già stati chiamati o che lo saranno a breve. Mattarella che aspetta il suo turno, De Luca che non lo fa. Papa Francesco che raccomanda che il vaccino sia dato a tutti/e e di evitare che “le leggi di mercato e dei brevetti siano sopra le leggi della salute e dell’umanità”.

Intanto la Germania acquista più vaccini degli altri stati membri dell’Unione Europea, generando scandalo tra i diversi paesi. In Italia si discute del fatto che in città devastate dal covid-19, come in alcune città piemontesi e lombarde, la percentuale di sanitari disponibili al vaccino raggiunga solo il 20%. La Scozia è preoccupata per come l’Inghilterra stia gestendo tutta la situazione Brexit e vorrebbe l’indipendenza per poter tornare in Europa.

Insomma, inizio dell’anno tutt’altro che tranquillo. È il 2 gennaio e stiamo cercando di capire che colore avrà la nostra zona. Potremo prendere un caffè al bar a partire dal 7 gennaio? Quali esercizi commerciali potranno aprire e quali no? I cinema? I teatri? L’unica certezza pare essere che la scuola superiore tornerà ad aprire al 50% e che dovremo attendere un nuovo DPCM dopo il 15 gennaio per saperne di più.

Lunedì si tornerà al lavoro, chi in presenza, chi in smart, chi vaccinato e chi no. E dopo l’errore del governo in legge di bilancio che, per distrazione, aveva sbagliato a stanziare i fondi per il bonus busta paga (gli 80 euro di Renzi, poi diventati 100, per intenderci), è di due giorni fa la notizia di un decreto di rettifica che stabilizza il taglio del cuneo fiscale anche per il 2021.

Le cose sembrano andare per il meglio quindi, ma il pensiero di Noialtre va anche a tutti e tutte coloro che in questo 2020 hanno perso il lavoro, a chi non lo ha mai trovato, a chi si barcamena tra partite iva con spese maggiori del proprio fatturato, e co.co.co. Ai lavoratori della cultura e dello spettacolo quasi dimenticati.

A chi non appartiene alle categorie che potranno accedere immediatamente al vaccino, ai riders che hanno passato questi giorni di festa trasportando cibo qua e là. Buon inizio d’anno a tutti e tutte, solo ancora un po’ di pazienza.

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